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“Sì e mille altre volte sì”: una proposta di matrimonio da sogno!

proposta di matrimonio

Sì e mille altre volte sì 💍

Per mesi ho chiesto ad Alex, almeno una volta a settimana: “Allora, quando arriva la proposta di matrimonio?”

Ogni volta rideva, diceva ‘presto, arriverà presto’ o si faceva scappare qualche indizio. Non vedevo l’ora e quando ha iniziato a raccontarmi di visite dall’orafo e ad essere agitato quando si parlava della proposta, non stavo nella pelle, gli chiedevo sempre indizi, la pazienza non è il mio forte…
Ma quando ho capito che eravamo più vicini di quel che pensavo, ho smesso di far domande, non volevo togliermi i dubbi: ‘sarà quel giorno?’, chissà.

Per “complicargli le cose” — come dice lui — gli avevo chiesto una cosa, ovvero che il giorno della proposta facesse in modo che io avessi le unghie fatte e fossi vestita bene, insomma le foto di questo ricordo sono comunque molto importanti!

 Così ha pensato a una scusa abbastanza geniale: “Faremo uno shooting fotografico. Serve un bel vestito, trucco, unghie perfette…”.
Diceva che il fotografo era un suo vecchio amico… sospettissimo.

La verità? Ci avevo pensato che potesse essere una scusa, ma non volevo illudermi.

E se invece fosse stato davvero uno shooting e mi aspettavo troppo? Quindi sì… diciamo che ha funzionato al 50%.

Il giorno prima lui era strano. Agitatissimo. Parlava a vanvera senza sosta e bisbigliava con i miei genitori mentre io, nella stanza accanto, mi facevo i capelli.

Inutile dire che ho passato la notte praticamente in bianco. Continuava a girarmi per la testa la domanda: “E se fosse davvero domani?” Non ci potevo credere, forse il giorno dopo sarebbe stato l’inizio del mio più grande sogno, la piccola Sara che sognava ad occhi aperti questo momento era li con me, sveglia e stracolma di ansia positiva, di gioia.

fidanzamento da sogno

Il giorno perfetto!

Il 19 luglio ci siamo svegliati presto. 

Io ho iniziato a prepararmi presto, cominciai dai capelli, poi il trucco e infine ho indossato il vestito.

Quando è arrivato Alex mi ha riempita di complimenti, poi mi ha chiesto se avessi tolto gli anelli che indossavo — sospettoso! — e siamo saliti in macchina.

Due ore di viaggio, durante le quali il suo telefono (collegato al Bluetooth dell’auto) ha ricevuto tantissimi messaggi. La macchina chiedeva in loop: “Vuoi che legga il messaggio?” mentre lui cercava disperatamente di impedirglielo. Alla fine ha letto il messaggio, Alex impanicato per cosa potesse dire: “Quanto sei bello ❤️”… era suo cugino. Ha tirato un sospiro di sollievo, mentre io tra me e me ridevo nel vederlo così impacciato e ansioso.

Man mano che ci avvicinavamo a Como, il cuore batteva sempre più forte e mi chiedevo come avrei reagito nel vederlo inginocchiato davanti a me con un anello in mano, avrei pianto? sarei saltata di gioia? o non so, mi sarei fiondata ad abbracciarlo?

Arrivati all’ingresso della Villa del Balbianello — sì, proprio quella dove hanno girato la scena di Star Wars, del matrimonio tra Anakin e Padmé su Naboo — mi dice: “Ci tocca camminare 20 minuti in salita, c’è giusto un pezzettino con anche la ghiaia”.

Io, con i tacchi…

Lui davanti a macchinare col telefono, io dietro con il fiatone. Quando siamo arrivati alle scale della villa, mi ha detto che il fotografo era in realtà una persona che conoscevo e che veniva da lontano, perciò mi ha chiesto di non guardarmi in giro, ma di guardar solamente il lago. Poi è corso via.

villa di naboo

L’inizio del nostro per sempre

Io, lì, in piedi, con la splendida vista del lago di como davanti a me e il cuore in gola.

Avevo il telefono e un ventaglio in mano, li ho messi di fretta in borsa, nel caso fosse il momento volevo essere pronta.

Poi è tornato Alex, mi ha portata sotto agli archi, nel punto più bello della villa.

Mi ha detto di mettermi rivolta verso il lago e lui affianco a me faceva finta che ci stessero scattando queste foto, ma con la mano dietro la schiena nascondeva una scatolina. La gente attorno ha iniziato a notare la scena e come in un film, si è fatta da parte, creando un semi cerchio attorno a noi.

un sogno

Alex si è inginocchiato.

Io tremavo e sono scoppiata subito a piangere. 

Era tutto più bello di qualsiasi sogno.

Mi ha detto parole dolcissime, poi finalmente, la domanda:
“Vuoi sposarmi?”

Tra le lacrime, con la voce un po’ spezzata dalla felicità ho detto: “Si!”

La gente intorno ha iniziato ad applaudire. Mi tremavano le gambe e quando ci siamo girati… i fotografi erano le nostre sorelle e mio cognato. 

Le persone con cui siamo cresciuti, con cui avevamo passato un sacco di momenti, erano lì con noi, anche in quel momento indimenticabile.

Il giorno perfetto… continua

Dopo quel momento da film, abbiamo scattato foto in ogni angolo della villa. Sembrava tutto incantato — il lago, la luce, noi due e l’emozione che si sentiva nell’aria.

Poi ci siamo separati. Le nostre sorelle e mio cognato — gli “agenti segreti” della missione fidanzamento — avevano organizzato una sorpresa per la sera. Io e Alex siamo andati a pranzo in un ristorante stellato sul lago. Cibo da sogno, vista da cartolina… e un po’ di tempo per noi per poter realizzare tutto. 

Mentre gustavamo ogni piatto, abbiamo iniziato a scrivere a parenti e amici. 

Lui mi ha raccontato tutti i salti mortali che ha fatto nell’organizzare questa giornata, voleva fosse perfetto, pieno di amore e romanticismo.

Dopo pranzo, nonostante i piedi doloranti avevamo ancora un po’ di energie e siamo andati a fare una passeggiata a Como. Appena scesi dalla macchina… pioggia. Naturalmente! Abbiamo comprato un ombrello da una bancarella del mercato e siamo andati in giro ridendo come due scemi innamorati, stanchi e felici.

Quando ci hanno detto che la sorpresa era pronta e potevamo tornare a casa, non vedevamo l’ora di scoprire cosa avevano combinato…

Una serata da ricordare

Appena arrivati, ci bendano e ci portano in un posto misterioso — “Cena a sorpresa”, ci dicono. Dovevamo festeggiare con le nostre famiglie, proprio come avevamo sempre desiderato.

Arrivati al ristorante, ci mettono in mano un oggetto misterioso: “Questo sarà il filo conduttore della serata!”.

Io e Alex cerchiamo di capire cos’è e quando ci sbendano vediamo… un legnetto. Sì, un banalissimo legnetto. Preso da terra, solo per confonderci e prenderci un po’ in giro.

Poi alziamo lo sguardo e vediamo le nostre famiglie, tutti intorno a noi, sorridenti e già con i lacrimoni dall’emozione. Un tavolo allestito per la cena, palloncini ovunque e un tavolo pieno di regalini (c’erano anche le ciambelle!).

Abbiamo mangiato insieme, tra le risate e l’emozione, abbiamo scartato i regali, abbiamo fatto foto e siamo riusciti a goderci ogni singolo dettaglio. 

Era tutto pieno d’amore. 

Un finale perfetto per una giornata che sembrava uscita da un film romantico. 

Con gli occhi lucidi, i cuori pieni di amore e la certezza che questo è solo l’inizio di una nuova vita meravigliosa.

Questa è stata la nostra storia, se ne hai voglia non vedo l’ora di emozionarmi nel consocere

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Ansia e soddisfazione

Pubblicare il mio libro:
tra ansia e soddisfazione

C’è chi affronta la vita senza paure e con il cuore spudorato… ma io non sono così. Ci ho messo tanto tempo prima di decidermi a pubblicare il mio libro, che nel frattempo accumulava polvere. L’idea di abbattere le mie barriere e mostrare il mio cuore al mondo mi toglieva il respiro.
Se fosse stato per me, “Stupidi pensieri” sarebbe ancora solo un mucchio di fogli scritti a macchina, chiusi in una cartelletta delle medie.

La paura parlava forte: E se non piacesse? E se nessuno capisse il messaggio? E se fosse visto solo come un diario adolescenziale?

Poi, c’è anche la parte pratica: impaginare, creare la copertina, capire il target, sistemare il contenuto. Ma forse erano solo scuse che mi dicevo per nascondere la paura.

Pensavo che pubblicare un libro è un po’ come abbandonare un pezzo di cuore su una panchina, lasciandolo alla mercé di chiunque passi. Ma io l’ho scritto per un motivo preciso: per aiutare chi, come me, si è sentito solo. 

Quindi ho preso la decisione: lo pubblico.

Non sto solo lasciando un pezzo di cuore su quella panchina, sto offrendo speranza e empatia a chiunque legga le mie pagine. E proprio perché il messaggio è così profondo per me, la paura cresce. Ho paura di non riuscire a esprimere al meglio ciò che tanti giovani provano.

Non mi preoccupa l’ansia per le visualizzazioni o per i profitti. La mia ansia è per chi fraintende il libro, perché significherebbe fraintendere anche tutte quelle persone che hanno provato le stesse emozioni.

Ma insieme alla paura, c’è anche un’altra emozione: la soddisfazione. Sapere che qualcuno terrà tra le mani le mie parole mi riempie di gioia. La soddisfazione di vedere concretizzato ciò che per tanto tempo è rimasto solo nella mia mente è indescrivibile. È una sensazione di pienezza, come se ogni momento di dubbio e fatica valesse finalmente la pena.

ansia e soddisfazione

E poi, c’è quel mix di emozioni così contrastanti che ti travolgono. Paura e gioia. Ansia e speranza. È come stare su una montagna russa di sensazioni, tutte molto forti ma diverse tra loro. Ti sei mai sentit@ così? Un turbine di emozioni contrastanti che ti fanno sentire viv@, ma anche vulnerabile?

La copertina del libro rappresenta una ragazza con la testa intrappolata in un cubo di plexiglass, con la sua tempesta di pensieri e idee. Ora quel cubo ha una crepa, perché non è più tutto chiuso dentro di sé, ma è aperto a chiunque riesca a ritrovare un po’ di sé nelle mie parole.

Dal 10 settembre 2024, il mio libro “Stupidi Pensieri” è ufficialmente online e disponibile al mondo.

Spero solo che questo libro possa far sentire qualcun@ meno sol@ e più compres@.

“Stupidi Pensieri” è disponibile ora su Amazon! 

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Cosa ti piace del mondo? Inizio io!

Cosa ti piace del mondo?
Sono sicura che a tutti, prima o poi, è capitato di guardare con invidia la leggerezza con la quale vivono i bimbi. Per loro è tutto più semplice, amano alla follia e se odiano, lo fanno solo per qualche minuto (o finche non gli si da un buon motivo per tornare a sorridere). Sarebbe bello portare la loro gioia anche nel mondo dei grandi, perciò perché non proviamo a vedere il mondo solo per le cose belle che ha?

Inizio io:

Per esempio a me piace quando degli sconosciuti si sorridono incrociandosi per strada.
Oppure mi piace quando si iniziano conversazioni in fila al supermercato e perché no?! Anche quando mi fanno passare avanti perché ho ‘solo una cosa’.
Mi piace vedere le persone che ridono e che cercano di far ridere anche gli altri, oppure quando fanno delle battute e finiscono per ridere solo loro (cosa che capita più spesso a me).
Adoro la faccia confusa e imbarazzata che fanno i bambini quando capiscono di aver dato la mano alla mamma sbagliata; oppure lo sguardo che hanno, con quelle piccole scintille negli occhi, quando gli regali anche solo un cioccolatino.
Mi diverte quando sbaglio a dire buon appetito al cameriere e lui se ne va con un mezzo sorrisino.
Amo prendere il pullman, scambiare quei minuti di silenzio con chi, come me, con la musica nelle orecchie sta andando chissà dove.
Adoro girare per le città da sola, soprattutto quando, in pieno inverno, il mondo si riempie di lucine che creano un atmosfera stranamente magica.
Mi piace quando mi vesto bene, mi fa sentire ‘confident with my self’ e anche mettere parole inglesi nelle frasi solo perché è più carino detto con quell’accento.
Mi piace quando guardandomi allo specchio sorrido per vedere come mi vedono gli altri, per provare a capire come mai i miei occhi un po’ a mandorla sono tanto invidiati seppur marroni.

E a te cosa piace del mondo? Ma soprattutto cosa ti piace di te stess@?

°Ricorda che possiamo migliorare il mondo e il nostro futuro iniziando da noi stessi.

P.S. Se sei curios@ di sapere di più su di me puoi vedere la pagina ‘chi sono‘, lì racconto di me e di quello che mi piace fare, vieni per conoscermi meglio ; )